Preventivo sito web: cosa chiedere

Ti sarà capitato di imbatterti in offerte di ogni tipo.
Se stai pensando di chiedere qualche preventivo per un nuovo sito web o se l’hai già fatto.
Chi propone pacchetti a vari livelli di spesa e di servizio, chi propone servizi di consulenza senza indicarne il prezzo, chi ti spiega come lavora e cosa ti propone, ma non entra nel dettaglio del prodotto.
Sono tutti approcci validi, in linea di massima.

Ma non sempre, in alcuni casi è fondamentale sentire puzza di bruciato. Quando? Quando praticamente TUTTO è opzionale.
Questa volta non mi appoggerò al mondo immobiliare per farmi capire meglio, come faccio di solito, ma a quello dell’auto.

In fase di acquisto di un’auto nuova dovrai scegliere modello, allestimenti e optional. Tutto corretto.
Ma se tutto fosse un optional? Se ti dicessero che ti consegneranno un’auto senza sedili? O senza ruote? O magari senza cruscotto?
Nel caso di un’auto è facile capire che la proposta è a dir poco scandalosa, nel caso del web è più difficile. E allora vediamo insieme quali sono le caratteristiche fondamentali senza le quali un sito web non ha senso di esistere.
Preciso che sono casi reali, di sedicenti web designer o agenzie che propongono assurdità di questo tipo. E che rivelano profonda incompetenza o parecchia malafede in quello che propongono.
Ecco a cosa fare attenzione e cosa chiedere in fase di preventivo per un nuovo sito web.

Sito responsive o mobile friendly

Sarò breve:

  • Google ormai dal lontano 2015 penalizza fortemente (o non prende del tutto in considerazione) i siti web che non siano realmente ottimizzati per dispositivi mobili. Realmente significa che è stata progettata una struttura specifica per dispositivi mobili, non che il sito sia semplicemente visibile sui dispositivi mobili. E no, un sito che su cellulare viene visualizzato esattamente come sul pc, semplicemente con tutti gli elementi ridotti, non è un sito responsive.
  • Il 60% di chi naviga un sito web lo fa da mobile. Il 37% di questi lo fa SOLO  da mobile. Vuoi davvero avere un sito che non è ottimizzato per smartphone? Ti fidi davvero di un fornitore che ti presenti questa caratteristica come opzionale?

Installazione e configurazione SSL

Chiariamo innanzitutto cos’è l’SSL: hai presente quando digiti l’indirizzo di un sito web e automaticamente il browser antepone la stringa “http://”? Ecco. Http è il vecchio standard dei siti web. Da luglio 2018 Google ha stabilito che tutti i siti web debbano rispettare lo standard “https” (prima era necessario solo per i siti su cui transitavano pagamenti) e quella “s” in più sta appunto per il certificato SSL. Cos’è il certificato SSL? È un certificato di sicurezza, che appunto certifica che tutti i dati che transitano su e tramite quel sito web sono protetti da un sistema di crittografia che li rende inaccessibili da parte hacker e malintenzionati di vario tipo. Perché è fondamentale?

Perché senza SSL oggi tutti i browser, prima di permettere l’accesso al sito, presentano un avviso di sito malevolo. Hai presente?

Che cosa significa "Questa connessione non è sicura" | Soluzioni ...           Certificato di sicurezza del sito Google , ecco come risolvere ...

Questo genera tre conseguenze letali:

  • il tuo utente scapperà a gambe levate prima ancora di aver visualizzato anche solo una parola del tuo sito web, a cui ti sei dedicato con tanta cura e impegno per mesi e sul quale hai anche investito del budget
  • Google considererà il tuo sito dannoso per qualunque utente e lo penalizzerà fortemente (o addirittura lo eliminerà) dai suoi risultati di ricerca
  • la tua immagine professionale o aziendale sarà andata in mille pezzi a causa di una sola schermata. Tu per primo, nel visualizzare un errore di questo tipo su un sito, che opinione ti fai del professionista o dell’azienda che ci sta dietro?

Detto questo capirai da solo che proporre il certificato SSL come un’opzione ha solo due spiegazioni: incompetenza o malafede.

Sitemap e Search Console

L’obiettivo principale di un sito web è quello di essere trovato online. Di intercettare il tuo cliente target, interessarlo e trasformarlo in un utente attivo. In un iscritto alla newsletter, in un lettore assiduo del tuo blog, meglio ancora in un contatto.

Come ti trovano gli utenti online? Le strategie di acquisizione possono essere molte, ma quella basilare e imprescindibile è quella di esistere per i motori di ricerca.
Attenzione: non sto parlando di posizionamento sui motori di ricerca, ma di indicizzazione. Sono due concetti molto diversi. Semplificando all’estremo:

  • indicizzazione = esistere
  • posizionamento = puntare ad essere presente tra i risultati significativi dei motori di ricerca, in linea di massima comparire in prima pagina e più in alto possibile.

Posizionarsi è un obiettivo ambizioso, che richiede un lavoro di SEO ben progettato, ben eseguito e ben mantenuto.
Indicizzarsi è invece imprescindibile, è il minimo, è la conditio sine qua non, senza la quale il tuo sito web non ha nemmeno senso di esistere. Perché di fatto è come se non esistesse.

E qui veniamo alla Search Console: cos’è?

Dalla guida ufficiale di Google:

Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della Ricerca Google, nonché di risolvere eventuali problemi. Non devi necessariamente registrarti a Search Console per includere il tuo sito nei risultati della Ricerca Google, ma Search Console ti consente di comprendere e migliorare il modo in cui Google vede il tuo sito.
Search Console offre strumenti e rapporti per le seguenti azioni:

  • Verificare che Google riesca a trovare il tuo sito ed eseguirne la scansione.
  • Risolvere problemi di indicizzazione e richiedere una nuova indicizzazione dei contenuti nuovi o aggiornati.
  • Visualizzare dati sul traffico della Ricerca Google relativi al tuo sito: frequenza di visualizzazione del tuo sito nella Ricerca Google, per quali query di ricerca viene mostrato il tuo sito, frequenza di click-through degli utenti per tali query e non solo.
  • Ricevere avvisi quando Google riscontra problemi di indicizzazione, spam o di altro tipo sul tuo sito.
  • Mostrarti i siti che rimandano tramite link al tuo sito web.
  • Risolvere problemi relativi ad AMP, usabilità su dispositivi mobili e altre funzionalità di ricerca.

Le Sitemap sono un indicatore basilare per ottenere quanto sopra. Significa consegnare a Google le chiavi per leggere correttamente il tuo sito, per poter regolarmente ricontrollare la piantina del tuo negozio e valutare se hai modificato qualche arredo, aggiunto qualche prodotto, migliorato gli spazi a disposizione, rinnovato l’impianto di illuminazione, aggiunto qualcosa che renda tutto più utile e significativo per il tuo cliente. Significa consentirgli di avere un filo diretto col tuo sito web e attribuirgli con continuità il giusto grado di considerazione.
Ecco perchè questo è un altro elemento fondamentale da chiedere in fase di preventivo per un nuovo sito web.

Non attivare Search Console e non comunicare le sitemap equivale a consegnare un negozio con la porta chiusa a chiave e le vetrine coperte di vernice opaca. Chi entrerà mai?
Pubblicare un sito proponendo come opzionale l’attivazione e la corretta configurazione di Search Console è incompetenza o malafede?

Google Analytics

Progettare, realizzare e pubblicare un sito web ben fatto è un impegno notevole. Si tratta di investire tante risorse, in termini di tempo, energie e budget. E di continuare ad investirle nel tempo per mantenerlo aggiornato tecnicamente e nei suoi contenuti. Significa progettare e realizzare uno strumento che ti consenta di raggiungere degli obiettivi.
E per loro natura gli obiettivi devono essere SMART: “Specific Measurable Achievable Realistic Time-related” ovvero “Specifico Misurabile Raggiungibile Realistico e a Tempo determinato“.
Eccola lì la parola chiave: misurabile! Pubblicare un sito web e poi non poter misurare se, come e quanto lavora rende assolutamente vano qualunque sforzo!
Google Analytics ad oggi è lo strumento principe del mercato, probabilmente il più completo e assolutamente il più diffuso per l’analisi web, che fornisce statistiche e strumenti analitici per valutare le performance del sito web, la tipologia di pubblico, il canale da cui proviene e molti altri parametri. Ed è gratuito (gratuito il servizio, non l’intervento di configurazione e integrazione, che giustamente il tuo fornitore ti addebiterà).

Viste tutte queste premesse è facile comprendere come pubblicare un sito web senza l’attivazione di Google Analytics sia di fatto una presa in giro di chi con quel sito punta ad ottenere dei risultati. Ed ecco perchè questo è un altro elemento fondamentale da chiedere in fase di preventivo per un nuovo sito web. Chi lo propone come opzionale è incompetente o in malafede?

Sistema di backup

Questo è un punto abbastanza immediato da comprendere: avere backup del proprio sito web è fondamentale.
In base alla tipologia di sito web e all’uso che ne viene fatto potrebbe essere sufficiente un backup mensile o essere necessario un backup giornaliero. E potrebbe addirittura essere opportuno un sistema aggiuntivo di backup attivabile all’occorrenza.
Di fatto comunque un sistema di backup deve sempre essere presente. Scegliere di non averlo è una decisione potenzialmente suicida.

I provider che forniscono spazio web mettono sempre a disposizione delle opzioni di backup, modulabili a seconda delle esigenze. E ogni buon fornitore dovrà aiutarti a scegliere quella migliore per te e, se necessario, suggerirti qualche sistema di backup aggiuntivo, magari appunto attivabile all’occorrenza. Sempre avendo cura di mantenere sotto controllo il peso (e quindi lo spazio occupato) relativo a questi backup. Perché oltre un certo limite potrebbe rivelarsi addirittura un boomerang. L’esperienza saprà guidare il tuo fornitore nella scelta della modalità più appropriata per te.

E mi raccomando, se lavori con WordPress: il tuo sito è composto da file che risiedono sul tuo spazio web e da un database che registra tutte le tue configurazioni e i tuoi contenuti. Un backup che prenda in considerazione solo una delle due componenti è di fatto un backup assolutamente inutile! Purtroppo negli anni sono entrata in contatto anche con situazioni di questo tipo, incredibili ma vere.

Cookie banner

Ho volutamente lasciato questa voce per ultima perché in effetti in qualche raro caso potrebbe essere opzionale.
Cos’è il cookie banner? È quel banner che ormai vediamo sulla quasi totalità dei siti e che ci avvisa che quel sito traccerà alcuni dati che ci riguardano. È previsto dal GDPR, il testo unico europeo che regolamenta il trattamento dei dati personali e che prevede, tra le varie cose, che ogni utente che visita un sito web sia avvisato del fatto che i suoi dati verranno tracciati.
È un regolamento valido sul territorio Europeo, quindi si applica a tutti coloro che hanno interessi sul territorio UE o che trattano dati di cittadini UE.

Ok, e se il tuo sito non traccia nessun dato?
Come ci siamo detti, pubblicare un sito e non misurarne l’andamento è uno degli errori più gravi che si possano commettere, soprattutto perché è davvero semplice evitarlo.
Quindi, se siamo d’accordo che la misurazione dei flussi di navigazione del tuo sito è imprescindibile e se quindi -con ogni probabilità- hai installato il codice di tracciamento di Google Analytics o di qualche altro tool di analisi… beh, il tuo sito traccia dati!
Ma li traccia anche se ha un form di contatto in cui l’utente inserisce i suoi dati per poterti scrivere, li traccia se hai installato dei codici per i pixel di Facebook o di qualche altro social (per monitorare le conversioni), li traccia se hai un sistema di iscrizione alla newsletter o di iscrizione per il download di qualche contenuto gratuito.
Insomma, sono davvero tante le funzionalità che di fatto tracciano dati (di cui tu sei responsabile in quanto intestatario del sito web) ed è davvero improbabile che tu non ne abbia attiva nessuna.

A questo punto è facile capire come il banner cookie non sia un’opzione, ma una necessità. E che il tuo fornitore, se proprio ritiene che non sia necessario, dovrebbe spiegarti il perché di questa sua affermazione e soprattutto spiegarti perché sta pubblicando il tuo sito web senza nemmeno aver attivato Google Analytics.
Chi ti propone il cookie banner come opzione a TUA scelta ti sta proponendo un’auto senza i documenti necessari per poter circolare su strada. Incompetenza o malafede?

Cosa è chiaro ora

Rendere opzionali alcune funzionalità o parti strutturali del sito è assolutamente sensato e anzi spesso corretto nei confronti del cliente. Rendere modulabile un prodotto è l’essenza dell’essere un buon fornitore nel mondo del web.
E spesso si tratta anche di pratiche commerciali del tutto lecite, volte a migliorare le strategie di vendita e ad essere più in linea con le reali esigenze del cliente.

Se però sei arrivato a leggere fino a qui complimenti, perché ti sei posto le giuste domande e hai avuto la conferma che ci sono alcuni elementi relativi ad un sito web che un fornitore competente e in buona fede non dovrebbe mai proporre come opzionali.

Sono tutti servizi che prevedono una competenza per poter essere progettati e configurati al meglio, che va ovviamente retribuita. Ma il tuo fornitore ti deve spiegare che sono fondamentali, diversamente ti sta proponendo e ti consegnerà un prodotto incompleto, potenzialmente pericoloso e che probabilmente si rivelerà del tutto inutile per il tuo business.

Ed ecco spiegato anche perché molte volte alcuni fornitori in apparenza sembrano essere più economici di altri.